Un CD dei Pink Floyd come fulmine a ciel sereno accanto ad uno delle Suites di Bach, una chitarra in mano dall’età di nove anni, mi muovo tra i generi musicali con la libertà e l’incoscienza dell’esploratore.

Cantautore
O ascolta l’album su You Tube >
La mia passione nasce da lontano e dall’amore per la musica pop d’autore prima ancora che per la musica classica, da cui la convinzione che non esistano confini tra generi.
Nel 2020 avvio un progetto cantautorale in duo con Tommaso Rossato, Bruce and Steve, che vuole tornare all’origine della canzone d’autore, dove la priorità è data alla melodia e all’armonia. Il progetto >
Il genere in cui mi riconosco è Literary Folk, literary perché dal lascito di chi è già passato e ha scritto si prendono tanti via; folk perché dalle radici prende linfa il suono. Ma le radici oggi non sono più nella terra come gli olmi, sono in un etere globale come mangrovie digitali, dove orecchie voraci captano un mondo di suoni, e dove i vecchi della nostra terra cantano le stesse canzoni di ogni dove del mondo occidentale. Nel 2024 lancio il mio progetto indipendente, in italiano e inglese.
R+Esistere, come Charlie Brown
note d’autore, note e basta
R+Esistere, come Charlie Brown è il mio primo album da solista, un progetto indipendente diviso idealmente in due lati.
Il lato A è il mondo, il guardare fuori ed entrare in connessione con altri, la Resistenza come scelta di campo, come azione politica, quella del partigiano Santiago (alias Italo Calvino) che prende le armi e va sui monti e che, tornato a casa, trasforma l’azione politica in azione poetica, senza contraddizione. Dentro al lato A c’è la sua poesia Oltre il ponte, in cui racconta alla figlia di un tempo lontano, in cui il ponte è il confine immaginario tra “tutto il bene” e “tutto il male”, tra l’infanzia e l’età adulta, il passo dove inizia tutto perché “oltre il ponte comincia l’amore”. Altre due poesie si nascondono in Fine turno, il brano che dedico alle morti bianche: le parole di Nazım Hikmet e quelle del Martin Eden di Jack London. Fine Turno è un canto di ribellione contro l’impotenza, ispirato da due fatti realmente avvenuti in Italia nell’estate 2024, perché se nulla possiamo, almeno ci resti cantare il nostro no, e se la lingua non trova le parole, la chitarra non tace.
Metamorphosis intreccia il mito e la cronaca come due fasi della stessa luna. Nel bosco greco Atteone invade suo malgrado il mistero della dea, davanti ai suoi occhi il corpo nudo di Artemide (Phoebe) la dea lunare che sceglie di punire il suo devoto con la morte. Duemila anni dopo, una lettera delirante pubblicata sul giornale, sotto all’ennesima cronaca di femminicidio, si scusa con il proprio dio e la propria amata, uccisa come fosse un atto d’amore.
Le canzoni Per e Vespro sono due traduzioni e riscritture da diversi continenti. La prima di Baraye, l’inno di Shervin Hajipour, cantautore iraniano, per il movimento Donna, Vita, Libertà. La seconda di Solo le pido a Dios, di León Gieco.

Il lato B è il mio lato debole, il lato B è il mio lato forte. Si apre con All’amato sè stesso, un feat importante dove Majakovskij fotografa quel continuo su e giù, tra creste e abissi, il delirio di onni-impotenza che è la vita d’artista.
Segue un dittico di brani: il primo, scritto quasi quindici anni fa, è una promessa divenuta realtà, Per Sara, un cerchio che si apre e che si chiude per continuare con I nostri anni. La mia vita, in confidenza, per chiunque voglia ascoltare.
L’album si chiude con una dedica alla genialità e dalla poesia di Schultz, la figura che rappresenta tutti i timidi e tutti i filosofi. Che dice quanto la resistenza sia prima di tutto una categoria dell’anima.
Leggi qui i testi delle canzoni >

Violinista
Mi sono diplomato in Violino e Viola presso il Conservatorio E.F. Dall’Abaco di Verona, dopo aver studiato per lungo tempo anche al Conservatorio Pedrollo di Vicenza. Tra i miei insegnanti e mentori M.Fasoli, S.Antonello, A.Martini, F.Bortolotti per il violino, I.Semprebon per la viola.
Inizio la carriera suonando in produzioni teatrali presso Università di Verona e Teatro Stabile di Verona, e in numerose orchestre di Verona e del triveneto.
Nel 2015 fondo insieme ad alcuni amici musicisti Orchestra Machiavelli, oggi Fucina Harmonica, ensemble orchestrale stabile e sorprendente nel seno del progetto Fucina Culturale Machiavelli.
Dal 2021 l’ensemble è riconosciuto e sostenuto dal Ministero della Cultura e collabora con artisti emergenti e affermati del panorama nazionale e internazionale. Tra questi, grandi Maestri della classica quali Richard Stoltzman, Min Chung, Andrea Bacchetti, ma anche rock star, jazzisti, un beatboxer.
Su un binario parallelo corre la mia anima pop in progetti musicali rock, folk e di sperimentazione, da subito come violinista, poi arrangiatore, curatore, autore.
Compositore
Alla Direzione Artistica di Fucina Culturale Machiavelli, qui alcuni tra i progetti originali a cui ho dato vita.
Composizioni originali:
- Joker’s Suite (2015) > ascolta
- Concerto per beatbox, Lukasz e archi (2018) > ascolta
- Ai salici di quella terra (2017), elegia migrante per archi, corno inglese e radiogiornale. > ascolta
Orchestrazione:
- La Buona Novella di F. De Andrè per ensemble d’archi (2019)
Divulgazione/produzioni di crossover:
- Venezia – New Orleans aller/retour (2017 > new edition 2024)
- The Death and the Iron Maiden (2019)
- Hausmusik (2020)
- Baby Mozart (2023 > 2024 new edition)
Colonne sonore:
- Hamlet, spettacolo teatrale, regia di Lucia Menegazzo (2015)
- Cecità – Spettacolo al buio, spettacolo teatrale, regia di Sara Meneghetti (2016)
- Edipo Re in Virtual Reality, produzione immersiva, regia di Sara Meneghetti (2021)
- Alonso – Don Chisciotte tra reale e virtuale, produzione immersiva di cinema 360°, regia di Sara Meneghetti (2023)
Direttore Artistico / divulgatore
Negli anni come Direttore Artistico, mi sono accorto che il mio amore onnivoro per le storie e una certa capacità di raccontarla (che ha salvato tante improbabili interrogazioni al liceo) potevano essere messi efficacemente a servizio della musica. Il racconto diventa quindi un mezzo importante con cui avvicinare le persone che non hanno mai messo piede in una sala da concerto perché la sentono distante. I concerti di Fucina Harmonica si arricchiscono di una cornice di storytelling che fa da introduzione all’ascolto e crea delle connessioni tra le vite dei musicisti e la loro tecnica compositiva rendendo avvincente la scoperta dei loro brani, suonati dall’orchestra.
Nel 2023 Fucina Harmonica sperimenta per la prima volta un percorso monografico su un autore: J.S.Bach è il protagonista di un ciclo di tre appuntamenti, nel 2024 l’esperimento felice si ripete per ripercorrere la vita e le opere di W.A.Mozart, l’anno successivo di Antonio Vivaldi.
Nel 2019 mi folgora il progetto Hausmusik, che ha come scopo portare la musica cameristica alle sue origini, fuori dai teatri e dentro le case delle persone, non più però i salotti della nobiltà, ma i condomini, le corti, le taverne e le case di riposo, dove la musica non è mai stata ma può tornare a essere percepita come patrimonio di e per tutte e tutti.
Nel 2024 ha inizio una collaborazione con Fondazione Arena di Verona grazie ad un progetto di divulgazione e creazione di nuovo pubblico, attraverso la scrittura di una serie di concerti – spettacolo per i piccoli e piccolissimi. Il primo lavoro, prodotto da Fucina Culturale Machiavelli per il Festival Mozart a Verona e riproposto in versione arricchita per Fondazione Arena, è Baby Mozart – K1, K2, K3… stella! , di cui è autore con Sara Meneghetti. Il concerto-spettacolo per bambini in età prescolare nasce per due piccoletti di due e quattro anni e utilizza il linguaggio del gioco per andare alla ricerca delle emozioni nella musica del compositore di Salisburgo. Grazie al successo di questo lavoro, la collaborazione con Fondazione Arena si intensifica con successive commissioni.